La legalità è moralmente neutrale, sennò è solo demagogia

9 GIU 14
Ultimo aggiornamento: 11:35 | 13 AGO 20
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Al direttore - Per meglio controllare l’Expo, Bruti Liberati ha istituito “l’Area omogenea”, come ai tempi delle Br. Dopodiché, manca solo il 41 bis.
Maurizio Crippa
Al direttore - Che il settimo comandamento (“Non rubare”) avrebbe avuto una scarsa forza dissuasiva lo aveva già intuito Paolo di Tarso: “Radix omnium malorum avaritia”, scriveva alla chiesa delle origini. Inoltre, che l’avidità smodata del denaro sia un impulso irresistibile “in all sorts and conditions of men, in tutte le epoche di tutti i paesi del mondo”, lo aveva magistralmente lumeggiato Max Weber all’inizio del secolo scorso. Quindi il capitalismo e il mercato non c’entrano nulla, a differenza di quanto vanno ripetendo in queste ore taluni cultori di una giovane e già fallimentare disciplina, la cosiddetta etica degli affari. Né c’entra l’onestà politica, almeno nel senso preso di mira da Benedetto Croce, il quale – dopo aver premesso che si tratta dell’ideale che canta nell’animo di tutti gli imbecilli – spiegava che essa “non è altro che la capacità politica”.
Del resto, più o meno scandaloso che sia, ogni caso di corruzione che la vede coinvolta conferma che la politica è come il colesterolo: c’è la molecola buona e c’è quella cattiva. Per abbassare la seconda nel corpo umano di solito viene prescritto un medicinale, il Torvast. Per contenerla nel corpo sociale la medicina non è però la morale, ma il diritto. Sono cioè le buone leggi e una loro rigorosa applicazione. Renzi, invece, ha detto che il problema non sono le leggi, ma i ladri. Ma le leggi ci sono anche perché ci sono (e sempre ci saranno) proprio i ladri. Servono – o dovrebbero servire – a punirli e, soprattutto, a scoraggiare quell’impulso irresistibile di cui parlava il grande sociologo tedesco.
Se si vogliono fare puntate facili alla roulette dell’antipolitica, si rubrichi pure il tangentismo con il reato di alto tradimento. Sapendo, tuttavia, che il principio di legalità è moralmente neutrale. Perché lo stato non può esigere l’integrità morale dei cittadini, ma unicamente la loro lealtà.

Michele Magno
Al direttore - I duellanti erano di gran nome: Bruti Liberati e Robledo. Oggetto della contesa: i fascicoli che direttamente o indirettamente potessero riguardare sotto qualunque titolo l’evento Expo. A un certo punto però, alle spalle dei duellanti si è incuneata l’ombra del collega Cantone, il quale li ha battuti in volata e si è aggiudicato lui, non senza l’appoggio (esterno) di Palazzo Chigi, l’evento Expo. Al Csm, col consueto sprezzo del ridicolo, parleranno di massima indipendenza e autonomia della magistratura. Quanto al principio di obbligatorietà dell’azione penale, nei fatti esso si conferma a tutela della massima discrezionalità.
Luigi Compagna
Al direttore - Viste le recenti performance degli Azzurri, quell’orgoglio e quella convinzione, quel travolgente gioco di squadra, ma, sopra tutto, quella regia e quelle tattiche così efficaci e sagge, andiamo in Brasile con una certezza: la qualificazione tra le prime scuole di samba del carnevale di Rio. Cordiali saluti.
Rodolfo Maida
Vittorio Sermonti ne scrisse l’epopea bellissima: fu un Mondiale che gli italiani cominciarono con questi cori e previsioni autolesionistici, e finirono con la coppa.
Al direttore - Vodafone ieri ha reso pubblico un rapporto relativo alle richieste di intercettazione o accesso ai dati degli utenti da parte delle autorità e polizie di ben 29 paesi in cui l’azienda opera. La chicca del “Disclosure report”, ma neanche tanto inattesa, è che l’Italia è in cima alla classifica per numero di richieste di intercettazioni legali: lo scorso anno furono 605.601. Ci batte solo l’Albania. In Spagna, per fare un raffronto tra “mediterranei”, soltanto 48.679. Come dicevano quei forsennati con i post-it, “intercettateci tutti”. Be’ li hanno presi in parola.
Federico Vaniero
Al direttore - Sulla Stampa, titolone simpatizzante: “La Casa Bianca investe su Renzi per cambiare l’austerity della Merkel”. Dopo la mano tesa all’Iran, l’appoggio alle primavere arabe, la “mediazione” israelo-palestinese, la red line per Assad e l’altolà a Putin, dopo un ininterrotto rosario di insuccessi e marronate in politica estera, sino all’ultima chicca, il penoso modo di dare inizio al solennemente promesso svuotamento di Guantanamo… be’, fossi Renzi, a una populista toccatina precauzionale non rinuncerei.
Giorgio Polignieri
Con permesso, mi associo.